Scegliere la propria e-bike in 3 mosse

Motore, batteria e sensori sono tre parametri fondamentali da considerare quando valutiamo quale e-bike acquistare

Finalmente ti sei deciso: vuoi abbandonare l’auto, almeno per i piccoli spostamenti, a favore della bici con motore elettrico.

Oppure hai ceduto al desiderio di comprarti quella e-mtb che ti consentirà di scalare le montagne e raggiungere distanze considerevoli.

In ogni caso, benvenuto nel mondo delle biciclette elettriche a pedalata assistita – questo è il nome corretto, anche se scarsamente utilizzato. Ma quali sono le caratteristiche che dovrebbe possedere una e-bike?

Ecco un breve specchietto per orientarsi al momento dell’acquisto.

Bici pieghevole elettrica

1 – Il motore

Il cuore elettrico della nostra bicicletta. Il primo consiglio è quello di scegliere un motore “Brushless”, a corrente continua, più leggero e con migliori prestazioni rispetto al “Brushed”, a corrente alternata, obsoleto e ingombrante.

In secondo luogo, chiediamoci dove è posizionato, questo motore: sul mozzo – ovvero al centro della ruota – anteriore, posteriore o centrale, su un telaio specialmente concepito?

La prima soluzione è più semplice per il costruttore, non dipende dalla marcia inserita e permette di trasformare, con il kit di conversione, una bici standard in una elettrica.

La seconda è più complessa, ma permette di sfruttare bene il gioco di marce per affrontare salite più impegnative.

2 – La batteria

Che prestazioni possiamo attenderci dalla batteria? La risposta è in due sillabe: li-tio.

Bici elettrica pedalata assistita

Non per nulla le batterie al litio sono le più usate, costano di più ma aumentano considerevolmente la durata di vita. Le migliori sono in “Li ferro”, un po’ più pesanti ad esempio, delle “Li ioni”, ma capaci di assicurare il doppio dei cicli di carica.

Solitamente in commercio troviamo batterie a 36 volt e 10 amperora. A quanti km di autonomia corrispondono? Varie decine, da 40 a 60, approssimativamente: impossibile dirlo con precisione, dipende dal percorso, dal peso del ciclista, da quanto ha spinto sui pedali.

C’è chi risolve il problema dotandosi di una seconda batteria per gli itinerari più lunghi e faticosi.

3 – I sensori

Come fa la bicicletta a sapere se stiamo pedalando? Semplice, grazie al sensore. E qui si apre un capitolo interessante: ne esistono due tipi, che offrono prestazioni e sensazioni estremamente differenti.

Il sensore a cadenza di pedalata si attiva quando i pedali sono in movimento, e precisamente alla seconda pedalata.

Fa partire il motore, che erogherà una potenza variabile, a seconda del livello di assistenza selezionato tramite il manubrio. Basta pedalare il “minimo sindacale” per fare avanzare la bicicletta: non si suda, sentendosi eternamente in discesa. È perfetto per chi utilizza la bici per andare al lavoro.

Il sensore di sforzo, invece, valuta quanto stiamo spingendo sui pedali, e controbilancia con il motore, sempre secondo il livello selezionato.

Ecco che occorre faticare di più, tant’è che questo sistema è perfetto per allenarsi, anche a livello professionistico. Una sensazione molto differente.