Occhio agli occhiali: come proteggere la vista in bici

La montatura, la scelta dei materiali, il colore delle lenti: sono tanti i fattori da esaminare al momento dell’acquisto

Non si pedala solo con le gambe ma anche con gli occhi. Con la vista ci si orienta, si individua il percorso, si reperiscono gli ostacoli, e perché no, ci si gode il panorama. A patto di proteggere gli occhi, naturalmente: dalla polvere, dagli insetti, dal sole.

Che la tua passione sia la bici da corsa o la mountain bike, la scelta del giusto paio di occhiali  da ciclismo si rivela cruciale. Anche perché in questo caso spendere meno non significa, a conti fatti, risparmiare. Ecco qualche consiglio per indirizzare i propri acquisti in base alle necessità.

1-È tutta una montatura

Certo, stiamo parlando di un accessorio cool e di moda, ma soprattutto di uno strumento necessario per la propria protezione. Quindi spazio a materiali resistenti ad urti e trazioni, alla deformazione e all’uso, come la plastica in policarbonato, o al massimo rinforzati da una lega di metallo leggera.

Le montature sono generalmente unisex e avvolgenti, capaci di proteggere anche gli angoli, a prova di moscerino e di frasca. Comode da portare sulle orecchie e sul naso, grazie a morbidi cuscinetti antiscivolo. Un consiglio: se fate uso del casco provate a metterlo mentre indossate gli occhiali, per verificare che insieme non diano fastidio, ad esempio premendo sulle tempie.

2-Lenti per andare veloci

Occhiali per andare in bicicletta

Puoi impegnarti a dare il massimo, piegato sulla forcella, chino sul manubrio, concentrato e veloce. A proteggerti gli occhi ci pensano gli occhiali. Sono decisamente consigliabili delle lenti infrangibili, ovvero antirottura, in grado di resistere anche alle piccole pietre che si accumulano a bordo strada.

 

Esistono poi lenti con sistemi di ventilazione e un rivestimento anti-appannamento, con sfiati per l’umidità corporea. Delle buone lenti non sfalsano il senso di profondità e la messa a fuoco: l’ottico di fiducia saprà risolvere anche questo problema. E la protezione dai raggi del sole? In commercio si trovano lenti fotocromatiche, capaci di scurirsi in base alla luminosità ambiente, ma anche lenti intercambiabili.

3-Luci ed ombre

Grazie a una reazione chimica reversibile le lenti fotocromatiche reagiscono alle radiazioni UV. Possiamo optare per delle lenti fumo, o smokey, inizialmente trasparenti, che si scuriscono progressivamente, perfette per chi pratica la mountain bike e per chi in generale entra ed esce dalle zone di luce, come per chi pedala in notturna.

Altre lenti fotocromatiche presentano una velatura iniziale, e si scuriscono maggiormente: l’ideale per la bici da corsa e gli usi prolungati.

Quanto alle lenti polarizzate, proteggono dagli UV e in più concentrano o divergono i raggi di luce, eliminando riflessi trasversali. Perfette per la bici da corsa, possono interferire, però, con la lettura degli schermi del nostro gps o cardiofrequenzimetro.

4-La teoria – e la pratica – dei colori

Lenti polarizzate per biciclettaMolti preferiscono optare per delle lenti intercambiabili, che di solito vengono fornite in tre diverse tonalità. Quale scegliere? È abbastanza semplice: quelle trasparenti o molto chiare bloccano la luce ma non alterano i colori, sono perfette per i giorni molto nuvolosi, la sera, le pedalate dopo il tramonto, ma anche i giorni di nebbia.

 

Le lenti gialle o rosa sono adatte a un contesto di luminosità maggiore, e sono particolarmente versatili: ottime anche per il bosco. Le lenti rosse e arancioni permettono di percepire maggiormente i contrasti. Quanto alle lenti scure, nere o marroni, vanno indossate in condizioni di forte luminosità, con luce accecante. Perché no, anche sulla neve. E le lenti blu?

Brutta notizia per chi ama questo particolare colore: alterano i colori e lasciano passare le radiazioni visibili con maggiore energia, le più dannose. A malincuore – perché sono belle – le bocciamo.