Navigli on the road, in bici sui canali di Milano

Le rotte delle antiche vie fluviali milanesi ospitano oggi piste ciclabili circondate da ville signorili, cascine, campi e tesori architettonici.

Oggi ci diamo appuntamento ai Navigli: i famosi canali non sono solamente sinonimo di locali, feste all night e movida: il ritrovo della “Milano da bere” – letteralmente, è la patria dei cocktail – è anche quello della “Milano da pedalare”.

Una rigenerante sorpresa per chi sogna di lasciarsi alle spalle l’estate in città, stufo della metro affollata, dell’aria condizionata al massimo al centro commerciale e del volante incandescente dell’auto lasciata al sole.

Al contrario: andiamo a scoprire le ciclabili sui Navigli, immerse nella campagna, tra ponti, chiuse e ville. Percorsi adatti a tutti, ma occorre essere prudenti, dal momento che le alzaie – le stradine che fiancheggiano i Navigli – non hanno parapetti.

1 – Naviglio Pavese: rotta verso la Certosa

Ciclabile Naviglio Pavese verso la Certosa di PaviaUna bella scampagnata di 30 o 36 km – a seconda della meta finale – da fare in giornata. Si parte dalla Darsena di Porta Ticinese e si segue il fiume lungo via Alzaia Naviglio Pavese, prestando attenzione, nel primo tratto, alle automobili che si incrociano per strada.

Poi il panorama cambia rapidamente, e si pedala tra campi, orti e pianure coltivate. Immerse nel paesaggio, si possono osservare le chiuse idrauliche che sfruttavano un ingegnoso meccanismo perfezionato da Leonardo Da Vinci.

Arrivati nella frazione di Badile, nel comune di Zibido San Giacomo, si attraversa per andare sulla sponda sinistra e proseguire fino al piazzale su cui si eleva la Certosa di Pavia, realizzata nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti.

A questo punto si consiglia caldamente una visita all’interno, per ammirare gli affreschi, il chiostro e le pietre tombali di Ludovico il Moro e Beatrice D’Este.

Chi è stanco può tornare indietro facendo il giro della Certosa e prendendo il treno S13 in direzione Milano, pagando un piccolo supplemento per il trasporto bici. Chi ha ancora qualche energia da spendere, invece, può allungare di 6 km ed arrivare fino a Pavia e al suo bel centro storico.

2-Il Naviglio Grande, la più antica delle vie navigabili

Dalla Darsena di Milano ad Oleggio, sul fiume Ticino sono 50 km: il più importante dei Navigli è un’antica via di comunicazione commerciale – è stato il primo canale artificiale interamente navigabile d’Europa, terminato nel 1272 – e custodisce tante sorprese da scoprire lentamente, a colpi di pedale.

Il percorso è completamente pianeggiante e adatto a tutti: dopo un primo tratto più noioso, non riservato alle biciclette, inizia la ciclabile vera e propria, a Trezzano sul Naviglio, e il panorama si apre sulla campagna.

Tutto intorno, antiche ville signorili e campi coltivati, bordate di giardini lussureggianti e campi coltivati, villaggi e paesi. Si costeggiano dimore ed edifici storici come Palazzo Marino, a Gaggiano, il Palazzo dei cittadini e la Casa della Regia Camera, più avanti.

Pista ciclabile sul Naviglio Grande

Giunti alla chiesetta di Santa Maria in Binda, piccolo gioiellino, e salutati i cigni e le anatre del canale, si può deviare per raggiungere la ciclabile in direzione Monza, oppure proseguire fino al caratteristico ponte di ferro di Oleggio, sul Ticino, perfetto per una bella foto.

3-Naviglio Martesana, sulle tracce di Leonardo Da Vinci

Naviglio MartesanaAntiche cascine, casolari e ville patronali si incontrano con una certa frequenza lungo i 30 km del Naviglio Martesana, o Naviglio Piccolo, che parte da Milano, e precisamente dalla Cassina de’ Pomm, in via Melchiorre Gioia.

Il canale si snoda tra Cologno Monzese, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina dei Pecchi, Bussero, Gorgonzola, Gessate, Inzago fino a Cassano d’Adda, e oltre ai tesori architettonici – come la settecentesca Villa Alari Visconti – offre alla vista qualcosa di unico: la possibilità di scoprire tante testimonianze del genio di Leonardo.

Ad esempio, a Imbersago, si può navigare nella storia salendo a bordo di un modello di traghetto “a mano” presumibilmente inventato dal maestro Da Vinci mentre soggiornava dagli Sforza. Ne esistono solo due esemplari funzionanti al mondo, l’altro è sul Tevere.

A Cassano d’Adda, ecco una grande ruota di legno che sollevava l’acqua e la dirottava verso campi e lavatoi, anche questa una sua invenzione.