Furti di bici, una piaga silenziosa

Le bici vanno a ruba: in Italia in cui vengono rubate 320mila biciclette con un danno che supera i 150milioni di euro

Ogni 30 secondi, in Italia, sparisce una bicicletta. E sempre ogni 30 secondi un ciclista sperimenta un acuto senso di frustrazione, fissa sconsolato la catena che pende rotta dalla rastrelliera e si ripete, scuotendo la testa: “mai più”. Gli ultimi dati sui furti di biciclette diffusi da Fiab risalgono al 2013, anche se in queste settimane la Federazione italiana amici della bicicletta sta sondando il terreno con un questionario a cui tutti possono partecipare.

bicicletta rubataLa percezione generale è che questo tipo di crimine sia aumentato. Quanto? Si saprà con certezza tra qualche mese, quando sarà pubblicato il nuovo report. Nel frattempo i dati raccontano un’epidemia, una vera e propria piaga tre volte dannosa: verso il privato cittadino, verso un’intera economia – l’Italia è il principale produttore di biciclette  – e infine verso la riconversione verde e sostenibile dei territori. Perché la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma un investimento nel futuro.

In attesa di aggiornamenti, torniamo ai numeri, sapendo che saranno da rivedere al rialzo. Ogni anno vengono rubate circa 320.000 biciclette, con un danno economico pari a 150milioni di euro di mancati introiti per l’industria nazionale della bicicletta (escludendo l’indotto e i pagamenti in nero che sfuggono ai controlli di imposta).

bicicletta rubata e danneggiataLe scene del crimine? Tutte: la strada, il garage, la ringhiera di fortuna o la rastrelliera top di gamma, la cantina, il cortile condominiale. Non esiste un luogo sicuro, ma ci sono consigli che possono ridurre drasticamente il rischio di subire un furto: la registrazione della bicicletta, un’ottima catena, un buon posto dove “parcheggiare”, la tecnologia antifurto che sta facendo passi da gigante.

Il furto di bici non è un crimine isolato, ma l’anello di una catena molto più ampia che include la ricettazione delle merci rubate e alimenta un mercato parallelo, quello del “finto” usato che in realtà è rubato. E così le città sono più trafficate, i ciclisti ad utilizzare l’automobile oppure rinunciano a bici nuove e ad elevato standard qualitativo per ripiegare su mezzi a basso costo, di dubbia provenienza, meno sicuri. La lotta ai furti diventa un modo per contrastare questa deriva e agire concretamente per avere città più vivibili.