Dai binari del treno alle ciclabili: i 4 percorsi da non perdere

Secondo la Fiab in Italia ci sono più di 5000 km di ferrovie abbandonate: molte potrebbero trasformarsi in greenway, sul modello di alcune delle più belle ciclabili italiane già in funzione. Ne abbiamo scelte quattro.

Prima è arrivata la locomotiva, il “mito di progresso lanciato sopra i continenti” cantato da Guccini, ad unificare l’Italia, collegando città e paesi. Successivamente le auto, grandi protagoniste del boom economico, hanno reso obsoleti migliaia di km di linee ferroviarie poi dismesse. Ma ora la terza rivoluzione, quella della mobilità lenta, si muove su due ruote, e riprende possesso di quel reticolo di “strade di ferro”. Ecco alcuni dei percorsi (greenway) più interessanti.

1- Liguria, ferrovie tra terra e mare

percorso in bicicletta cinque terreLa Liguria è come il suo famoso pesto, un bouquet di aromi concentratissimo. Forse perché si sviluppa tutta in lunghezza: è una striscia di terra stretta tra le colline e il mare, dove a stento riescono ad infilarsi strade e binari. Levanto, la porta delle Cinque Terre, è anche il punto di accesso a una ciclo-pedonale asfaltata lungo la vecchia ferrovia che collega il paese a Bonassola e Framura, 5 km di puro fascino tra calette nascoste e spiagge. Più lungo ed elaborato il percorso di 24 km lungo la Riviera dei Fiori, che lega San Lorenzo al Mare e Ospedaletti, antica tratta ferroviaria. I ciclisti costeggiano spiagge e borghi ricchi di fascino e trovano panchine, aree di sosta, noleggi, rifornimenti. In futuro dovrebbe essere estesa fino a 60 km.

2- Nel cuore dell’Umbria, ferrovia Spoleto-Norcia

percorsi ciclabili in UmbriaDismessa nel 1968, questa tratta umbra oggi ospita una delle più belle ciclovie ricavate da una linea ferroviaria. Un susseguirsi di aree protette, borghi storici, paesaggi che si svelano lentamente, lungo la Valnerina e la Valle del fiume Corno, fino al gran finale, Norcia, nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, ottimo punto di partenza per esplorare i dintorni in bicicletta. Lunga 51 km, con 19 gallerie – per le quali è necessario munirsi di luce frontale – e numerosi ponti e viadotti, ha la particolarità di assumere, in un tratto particolare, tra Spoleto e la valle del fiume Nera, una pendenza inusuale, del 4.%.

3-Treviso – Ostiglia, alla scoperta delle ville palladiane

percorso ciclabile trevisoUna tratta tanto lunga quanto poco utilizzata, almeno con il treno: inaugurata nel 1941, venne bombardata appena tre anni dopo. Oggi la ciclabile Treviso-Ostiglia è in fase di realizzazione, per ora si sviluppa per 53 km sui 118 totali, da Treviso a Grisignano di Zocco. È come un lungo corridoio vegetale che taglia la pianura. Lungo il percorso si trovano ponti, viadotti, campanili, masserie, antichi caselli ferroviari, ma soprattutto antiche ville venete, patrimonio UNESCO. Su un ghiaino fine si superano percorsi didattici e passerelle nel verde, ammirando le risorgive del Sile e i mulini. Imperdibile, a Piombino Dese, la Villa Cornaro, progettata da Palladio nel 1552, ricca di affreschi, ma anche Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, una delle più grandi ville venete, la cui storia risale all’XI secolo, oggi teatro di eventi e concerti.

4-I tesori dell’Abruzzo sulla Costa dei Trabocchi

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I trabocchi si ergono sulle palafitte, come guardiani della terra di mezzo, sospesi tra il mare e la terra abruzzese. Si fondono con il paesaggio, e danno il nome a una ciclovia così bella da lasciare senza fiato, anche se non è percorribile in tutta la sua estensione. La vecchia ferrovia Ortona – Vasto – San Salvo costeggia spiagge, insenature, oasi WWF, borghi e architetture notevoli, a partire dal Castello Aragonese di Ortona e dalla Riserva di punta dell’Acquarella, per poi scendere verso Rocca San Giovanni, l’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, palazzo d’Avolos, a Vasto. Anche se attualmente questa via verde non è ultimata, vale la pena di inforcare la bicicletta ed esplorare questo panorama tra colline e Adriatico, attraversando borghi ricchi di storia.