Bike, la sella ideale: salvaguardiamo il “fattore C”

Piccola guida all’acquisto per quelli che non hanno bisogno di una sella grande, ma di una grande sella (semicit.)

Le spalle sostengono, le braccia sono in tensione, le gambe descrivono ampi cerchi: il fisico del ciclista lavora parecchio.

Vale anche per quelle parti del corpo che – solo apparentemente – se ne stanno “sedute”, letteralmente, lasciandosi portare.

Il famoso “fattore C”, che non riguarda la fortuna. Per questo motivo la scelta della giusta sella è determinante: dobbiamo sostenere una parte del nostro peso – il resto si scarica sulle braccia e ogni tanto sui pedali, se ci alziamo in piedi – e dobbiamo farlo bene.

Sella bici da cittàAlla lunga, se si sceglie un modello poco compatibile con la nostra forma fisica, il nostro stile di pedalata, il tipo di ciclista che siamo, ne pagheremo le conseguenze.

Tutte le selle hanno la caratteristica forma affusolata, con un “becco” che permette alle gambe di muoversi senza intralcio.

Ma a partire da questo canovaccio generico esistono molti tipi di sella. Sicuramente da qualche parte troverai anche quella che fa per te.

1 – Aiuto, la mia sella è scomoda!

Innanzitutto, cosa rende una sella fastidiosa? Le prime due parole da imparare a memoria sono “tuberosità ischiatiche”, ovvero le parti basse dell’ischio, osso che insieme a ilio e pube forma l’anca. Sono queste a supportare il peso.

La distanza tra le tuberosità varia da persona a persona, e dipende anche dal genere, essendo maggiore per le donne (che infatti usano selle più larghe).

Quindi il sellino deve adattarsi a queste misure. E quanto deve essere morbida la sella per accogliere le ossa ischiatiche nel modo migliore?

Dipende: più tempo si passa in bicicletta, e più questa dovrebbe essere dura. Altrimenti si può sempre aggiungere un po’ di imbottitura.

2 – Forma e materiali di una sella personalizzata

In commercio si vedono tantissime selle con una caratteristica cavità centrale di forma variabile.

In questo modo il peso si scarica solo sulle famose tuberosità e non su altre parti del corpo più delicate.

Questa accortezza è importante per i ciclisti dal fisico robusto, o con problematiche particolari a livello genitale o poco flessibili nella loro postura. E i materiali?

Oltre alle selle in plastica e rivestimento schiumato high tech troviamo ancora quelle in cuoio, dal fascino vintage, che durano molto a lungo e si adattano in modo eccellente al nostro posteriore, esattamente come un paio di scarpe.

Perfette per le bici urbane, vanno ingrassate e tenute alla larga dalla pioggia.

3 – A ciascuno la sua sella: rider, biker, urban, worker

A definire il tipo di sella adatta al nostro posteriore contribuisce, e molto, l’uso che facciamo della bicicletta.

Sei un amante della velocità su asfalto o su pista? Te ne servirà una ben affusolata e rigida, e soprattutto molto leggera, ad esempio in fibra di carbonio.

Scelta sella biciPedali in mountain bike su sterrati, sentieri, mulattiere e strade di campagna? La tua sella sarà un po’ inclinata verso il basso, oltre che ben ammortizzata e protetta da vibrazioni e urti.

Prediligi le lunghe tratte, da buon cicloturista viaggiatore? Il comfort torna ad essere fondamentale, lo spessore dei rivestimenti aumenta, la superficie diventa più larga.

A contare sono anche i movimenti che si effettuano pedalando. Più si è statici con la parte superiore del corpo più la sella può essere piatta, mentre la sella curva, e perfino tondeggiante, è l’ideale per chi si muove tanto.

Su tutti, i ciclisti che si occupano di food delivery, soldati semplici della gig economy.