Biciclette “alternative”: nuovi e antichi materiali

Ingegneri e designer sono al lavoro per immaginare la bici del futuro. Di che materiale sarà fatta? Le scommesse sono aperte

La robustezza dell’acciaio, la leggerezza dell’alluminio, la resistenza della fibra di carbonio. Una bicicletta non è solo un capolavoro di forme e aerodinamicità, ma un’opera di ingegneria notevole, a partire dai materiali utilizzati. Dietro l’invidiabile colpo di pedale del campione si nasconde il segreto di una tecnologia che si evolve costantemente. Inseguendo la bici perfetta c’è chi saccheggia la tavola periodica dalla A del già citato alluminio alla Z di zinco, passando per il magnesio o il semisconosciuto scandio. C’è chi sperimenta leghe sempre nuove, cercando l’alchimia migliore. C’è infine chi si rivolge a materiali naturali, o riciclabili. Abbiamo individuato i materiali che per motivi differenti sembrano più promettenti, raccontandone i pro e i contro.

1-Legno: dalla prima draisina alle bici di design

Un tuffo nel passato, all’epoca delle draisine, le antenate delle moderne biciclette, che erano in legno. Chi oggi utilizza questo materiale, però, parte da una concezione estremamente avanzata. Il legno resiste bene alla trazione, ha un peso ridotto, assorbe le vibrazioni in modo impeccabile ed è una risorsa rinnovabile. E così, mentre molti già lo usano per i manubri – inserendo comunque un’anima di acciaio – o per i cerchi, non sono poche le aziende che stanno realizzando biciclette interamente in legno di grande pregio estetico, che uniscono sostenibilità e design. La minore resistenza e il naturale invecchiamento del legno sono potenziali punti deboli, ma trattamenti termici e chimici proteggono questo materiale dall’usura e dalla fatica.

2 – Magnesio: “integratore” per le due ruote

bicicletta in magnesioNon è solo un integratore alimentare: il magnesio è considerato da alcuni il materiale del futuro per la costruzione di biciclette. I vantaggi sono la leggerezza rispetto all’acciaio, ovviamente, ma anche all’alluminio, la resistenza meccanica, paragonabile a quella della fibra di carbonio, le prestazioni, la capacità di assorbire le vibrazioni. È perfino riciclabile al 100%. Perché, allora, non stiamo già tutti pedalando con il magnesio sotto la sella? Come sempre c’è un rovescio della medaglia, in questo caso la predisposizione alla corrosione – che si contrasta efficacemente con leghe iperpure – la reattività di questo elemento durante la lavorazione, il costo della materia prima. Per il momento il magnesio viene molto utilizzato nella componentistica, mentre i telai sono più raramente di questo materiale.

3 – Bambù: “coltivare” le bici ecologiche

Il materiale resiliente per definizione, che si piega ma non si spezza. Non è un caso se il bambù nei luoghi dove è più diffuso, in Indonesia, nelle Filippine, nell’Asia meridionale in generale, sia utilizzato come materiale edile. Costa poco, si rinnova molto in fretta, ma soprattutto possiede delle qualità ideali: assorbe bene urti e vibrazioni e una volta trasformato in bicicletta è adatto ad ogni terreno. Se la resistenza meccanica è la caratteristica vincente, altrettanto non si può dire della resistenza alla fatica, ovvero la risposta alle sollecitazioni intense e cicliche: ecco perché lo si tratta con l’affumicatura o riscaldandolo. I tubi sono uniti tra loro con anelli di fibra di carbonio. Le biciclette in bambù sono al centro di molti progetti che nascono nei paesi emergenti in Africa e in Asia, che puntano a diffondere questo mezzo di trasporto economico quanto funzionale. In internet si trovano anche le istruzioni per costruirlo da sé, in casa. Bricolage estremo.